Il 22 settembre 2026 Anthropic ha rilasciato Claude Opus 5.5, tre settimane dopo Claude Fable 5.1, uscito il 1° settembre. Chi costruisce agenti o integrazioni sopra i modelli Claude si ritrova quindi con due modelli di punta usciti nello stesso mese, e con un listino dove uno costa due volte e mezzo l’altro. In questa guida mettiamo in fila cosa cambia davvero, quanto costano e come scegliere. Tutti i numeri vengono dalla documentazione ufficiale Anthropic, verificata alla data di pubblicazione.
Cosa cambia con Claude Opus 5.5
Opus 5.5 è il successore di Claude Opus 5. Anthropic lo posiziona per il coding agentico di lunga durata e il lavoro di conoscenza: agenti che programmano per ore, refactoring estesi, analisi su grandi basi documentali. Il dato più concreto è il prezzo, perché per la prima volta un nuovo Opus costa meno del precedente: 4 dollari per milione di token in input e 20 in output, contro i 5 e 25 di Opus 5. Anche la lettura dalla cache scende, da 0,50 a 0,20 dollari per milione.
La finestra di contesto resta di 1 milione di token, l’output massimo di 128.000, il tokenizer è lo stesso. Cambiano due comportamenti che chi integra deve conoscere. Il ragionamento interno (adaptive thinking) è sempre attivo e non si può più disattivare. E il livello di effort predefinito è medium, un gradino sotto quello di Opus 5: chi vuole la stessa profondità di prima deve impostarlo esplicitamente. Nella guida alla scelta del modello, Anthropic indica ora Opus 5.5 come punto di partenza per la maggior parte dei carichi di lavoro.
Opus e Fable non sono due versioni: sono due fasce
Il nome confonde chi arriva dalla vecchia scala Haiku, Sonnet, Opus, dove Opus era il massimo. Oggi Fable sta sopra Opus. Anthropic descrive Claude Fable 5.1 come il suo modello più capace tra quelli ampiamente disponibili, pensato per il ragionamento più impegnativo e per lavoro agentico su orizzonti molto lunghi. Esiste anche Claude Mythos 5.1, che ha le stesse capacità ma è accessibile solo su invito, dentro il programma Project Glasswing.
La capacità in più si paga in due valute. La prima è il prezzo: 10 dollari in input e 50 in output. La seconda è il tempo: nella documentazione la latenza comparativa di Fable 5.1 è classificata “più lenta”, quella di Opus 5.5 “moderata”. Fable parte inoltre con effort predefinito high, quindi ragiona di più già per impostazione, e il ragionamento produce token di output che finiscono in fattura.
Prezzi a confronto
Valori in dollari per milione di token (MTok), tariffe della Claude API di Anthropic.
| Claude Opus 5.5 | Claude Opus 5 | Claude Fable 5.1 | |
|---|---|---|---|
| Input | $4 | $5 | $10 |
| Output | $20 | $25 | $50 |
| Scrittura cache (5 minuti) | $5 | $6,25 | $12,50 |
| Lettura cache | $0,20 | $0,50 | $0,25 |
| Batch API (input / output) | $2 / $10 | $2,50 / $12,50 | $5 / $25 |
| Fast mode (input / output) | $8 / $40 | $10 / $50 | non disponibile |
| Contesto / output massimo | 1M / 128K | 1M / 128K | 1M / 128K |
| Effort predefinito | medium | high | high |
Due dettagli che nelle tabelle riassuntive di solito si perdono. Primo: la lettura dalla cache costa il 5% del prezzo di input su Opus 5.5, ma solo il 2,5% su Fable 5.1 (lo standard degli altri modelli è il 10%). Per un agente che rilegge di continuo lo stesso contesto, la distanza tra i due modelli si accorcia parecchio rispetto a quanto suggerisce il listino. Secondo: il fast mode, che in research preview arriva fino a 2,5 volte la velocità di output, esiste solo sulla linea Opus e solo sulla Claude API diretta. Su Bedrock e Google Cloud non c’è.
Quanto costa davvero: un esempio di calcolo
Prendiamo un agente che ogni giorno legge 2 milioni di token tra documenti, email e storico CRM, e ne scrive 300.000 tra ragionamento e risposte. È un volume realistico per un assistente interno usato da un reparto.
| Scenario (costo giornaliero) | Opus 5.5 | Fable 5.1 |
|---|---|---|
| Senza cache: 2M input + 0,3M output | $8 + $6 = $14 | $20 + $15 = $35 |
| Con l’80% dell’input servito dalla cache | $1,60 + $0,32 + $6 = $7,92 | $4 + $0,40 + $15 = $19,40 |
Il calcolo è semplificato: esclude il costo delle scritture in cache, che si ammortizza con le letture successive. Su un mese lavorativo la differenza è tra circa 175 e 430 dollari nello scenario con cache. Attenzione però a fermarsi al prezzo per token. A parità di compito Fable ragiona di più per impostazione, e se un modello meno capace ha bisogno di più tentativi per chiudere lo stesso lavoro, il confronto giusto è sul costo per compito completato.
Quando scegliere Opus 5.5
Per la maggior parte dei progetti aziendali è la scelta di partenza. La guida ufficiale lo indica per:
- agenti di coding autonomi che lavorano per ore, refactoring su larga scala, ingegneria di sistemi complessi;
- flussi con molte immagini e computer use, cioè agenti che operano direttamente su interfacce grafiche;
- lavoro di conoscenza dove serve qualità alta su volumi che renderebbero pesante la tariffa di Fable;
- casi in cui conta la latenza: risponde più in fretta di Fable e sulla Claude API ha il fast mode.
Va detto che per parecchi casi d’uso Opus 5.5 è già più del necessario. Un agente che smista richieste, estrae dati da documenti o prepara bozze dal CRM (i casi che raccontiamo nella guida su cosa sono gli AI agent e quando servono) spesso lavora benissimo con Claude Sonnet 5, che costa 2 e 10 dollari per milione. Vale la pena provarlo prima di salire di fascia.
Quando passare a Fable 5.1
Qui Anthropic è esplicita: si passa a Fable quando le valutazioni su Opus 5.5, anche a effort xhigh o max, restano sotto l’asticella su ragionamento impegnativo o lavoro agentico di lungo periodo. Gli esempi che fa la documentazione:
- sessioni agentiche che durano ore senza supervisione;
- ricerca approfondita in più passaggi;
- analisi portate fino a un documento, un foglio di calcolo o una presentazione finiti.
Per un progetto europeo c’è un vincolo da verificare prima ancora delle prestazioni. Secondo la documentazione di migrazione, Fable 5.1 richiede la conservazione standard dei dati a 30 giorni e non è disponibile in modalità zero data retention, salvo autorizzazione espressa di Anthropic. Se il vostro contratto prevede ZDR, questo punto può chiudere la discussione da solo.
La leva sottovalutata: l’effort viene prima del modello
Il consiglio più utile della documentazione ufficiale è anche il meno applicato: regolare l’effort è spesso una leva migliore che cambiare modello. L’effort decide quanto il modello ragiona prima di rispondere, e di conseguenza latenza e costo. Su Opus 5.5 il predefinito è medium e i livelli vanno da low a max.
La sequenza sensata: partire da Opus 5.5 con l’effort predefinito, misurare su un campione di casi reali, alzare a high o xhigh dove la qualità non basta. Solo se il problema resta si valuta Fable. All’opposto, per compiti semplici e ad alto volume conviene scendere a low, che su Opus 5.5 è anche l’unico modo per far ragionare meno il modello, visto che il thinking non si spegne.
Se oggi usate Opus 5: le modifiche da fare prima di migrare
Per chi ha già un’integrazione su Opus 5 il passaggio non è un semplice cambio del nome del modello. La documentazione elenca quattro modifiche che rompono il codice esistente:
- il ragionamento non si può disattivare: le richieste con thinking disabilitato o con un budget fisso di token restituiscono errore;
- l’uso forzato di un tool (
tool_choicedi tipoanyotool) non è più accettato: si usaautoguidando il modello dal prompt, oppure gli output strutturati; - i blocchi di ragionamento sono legati al modello e alla conversazione che li ha prodotti, con conseguenze per chi modifica lo storico o fa fallback su un altro modello;
- il computer use funziona solo con il nuovo toolset: la versione precedente del tool viene rifiutata.
C’è poi un cambiamento che non genera errori ma si vede a occhio. I brevi aggiornamenti che il modello scrive tra una chiamata a un tool e l’altra ora arrivano come blocchi di ragionamento, vuoti con le impostazioni predefinite. Un’interfaccia che mostrava quei messaggi all’utente resta muta finché non si configura il parametro di visualizzazione.
In sintesi
Claude Opus 5.5 costa 4 dollari in input e 20 in output per milione di token, meno del predecessore, ed è il punto di partenza che Anthropic stessa consiglia per la maggior parte dei progetti: agenti di coding, lavoro di conoscenza, flussi con immagini e computer use. Claude Fable 5.1 sta una fascia sopra, costa 10 e 50 dollari, è più capace e più lento. Conviene quando i test su Opus 5.5 ad alto effort non raggiungono la qualità richiesta su ragionamento complesso o sessioni agentiche di molte ore. Prima di cambiare modello regolate l’effort e misurate il costo per compito completato. Chi migra da Opus 5 ha quattro modifiche di codice da fare prima del passaggio.
Fonti: documentazione ufficiale Anthropic: Pricing, Models overview, Choosing a model, schede di Claude Opus 5.5 e Claude Fable 5.1. Prezzi verificati il 25 settembre 2026.